Giuseppe Andreoli, segretario dei Cavalieri di Colombo

Professore, segretario dell'Ordine dei Cavalieri di Colombo in Italia, cavaliere dell'Ordine Piano, commendatore. Questo è stato Giuseppe Andreoli, nato a San Giovanni Lupatoto il 17 gennaio 1877 e scomparso a Roma l'11 dicembre 1933. Secondo di sette fratelli, figlio di Angelo (che gestì in affitto dal 1863 al 1891 il fondo agricolo di Ca' dei Sordi di proprietà degli Istituti Ospitalieri di Verona, già eredità di Anton Maria Lorgna) e di Dina Girlanda, da ragazzo non aveva voglia di lavorare nei campi e per questo, su consiglio dei preti che ne avevano individuato le potenzialità, fu mandato a studiare dai frati a Lonigo. Però quando è il momento di mettere la veste talare e di pronunciare i voti decide di non farlo.
Nel 1902 si reca in Francia, dove consegue la laurea in lingue.
Nel 1904 si sposta in America. I parenti riferiscono che diventa professore all'Università di Boston e poi di Albany.
Nel 1915 presta servizio nell'esercito degli Stati Uniti e viene comandato a Venezia, poi va in Francia a fare il Segretario di Guerra dei Cavalieri di Colombo, organismo associativo USA che si occupava di assistenza ai militari e alle classi meno abbienti.
Nel dicembre 1919 torna in America e nel gennaio 1920 è a New York. Nel giugno 1920 è di nuovo in Europa dove a Parigi incontro il Presidente dei Cavalieri che lo incarica di guidare la sede di Venezia del sodalizio.
Nell'ottobre 1921 lo stesso Presidente gli chiede di trasferirsi a Roma per la gestione della sede italiana.
I Cavalieri infatti si instaurarono provvisoriamente a Roma la prima volta nel 1918, realizzando un centro di servizio per le truppe americane che vi stazionarono nella prima guerra mondiale.
Giuseppe Andreoli conosce sette lingue e, per questo, inizialmente svolge il ruolo di interprete in Vaticano per gli esponenti del citato Ordine nei loro incontri con le gerarchie ecclesiastiche e con il Papa.
La presenza di Giuseppe Andreoli ad alcuni di questi incontri viene citata anche il giornale New York Times sia in data 17 dicembre 1922 sia in data 27 agosto 1929.
Nel 1920 riceve la nomina di Segretario per l'Italia dell'Ordine dei Cavalieri di Colombo.
Coordina gli interventi di assistenza dell'Ordine in Italia, fra i quali la realizzazione di alcuni campi da calcio a Roma. Collabora alla costituzione della Fortitudo, squadra di calcio che poi diventò la Roma.
Il 7 gennaio 1925, come riporta il Commentarium Officiale Acta Apostolicae Sedis, gli viene conferita la Commenda dell'Ordine di San Gregorio Magno e il 7 aprile 1930 ottiene il Cavalierato dell'Ordine di San Silvestro. Diventa anche Cavaliere dell'Ordine Piano e poi Commendatore della Corona d'Italia.
Torna tre-quattro volte l'anno a San Giovanni Lupatoto nella casa paterna di via Volta a trovare fratelli e sorelle e ogni volta si reca in visita al parroco monsignor Boscaini, che stima molto come testimonia una lettera del 1926 a don Brunelli riportata sul "Numero Unico" edito per il 25° di responsabilità della parrocchia. Gli consegna diecimila lire per la realizzazione dell'asilo nell'edificio di via Garofoli che, una volta chiuso, divenne sede del cinema Sociale.
Nel 1928 don Boscaini con una trentina di ragazzi lupatotini (tra loro c'era anche il futuro monsignor Caporali) va in gita a Roma e fa visita anche a Giuseppe Andreoli, che si presta fare da guida nei principali monumenti delle città.
Era amico fin da giovane con monsignor Giuseppe Zaccarella, con il quale condivideva abituali frequentazioni nella curia vaticana.
Giuseppe Andreoli a Roma godeva di amicizie importanti, che, ad esempio, gli permisero anche di togliere dai pasticci il Lollo, figlio del conte Spreafico proprietario del Cotonificio Festi Rasini, che nella capitale per il servizio di leva aveva mollato gli ormeggi di un pallone aerostatico ed era stato per questo motivo incarcerato.
Anche se non è ampiamente noto, i Cavalieri servirono come canale diplomatico non ufficiale tra gli Stati Uniti e la Santa Sede durante il periodo in cui questi due Stati non avevano ancora relazioni diplomatiche. Fu il Conte Enrico Galeazzi, direttore dei Cavalieri a Roma, che fu inviato da Papa Pio XII negli Stati Uniti per cercare di ottenere dal Presidente Roosevelt un intervento per la cessazione dei bombardamenti su Roma nel 1943 dopo che aerei alleati colpirono la città.
Giuseppe Andreoli si spegne improvvisamente di peritonite nel dicembre 1933. I fratelli si recano immediatamente a Roma e decidono di trasferire la salma a San Giovanni Lupatoto. La famiglia Sartori ospita il feretro nella sua tomba per qualche anno.

Renzo Gastaldo

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