DON MARIO FERRARI

(nato a San Giovanni Lupatoto il 31 maggio 1894 – morto a San Giovanni Lupatoto il 9 giugno 1964; sacerdote, parroco del Sacro Cuore a Verona e musicista)

Nacque a San Giovanni Lupatoto il 31 maggio 1894, il padre si chiamava Arnaldo la madre era Calza Giovanna, fu battezzato con il nome di Mario Giuseppe. Compiuti gli studi teologici, venne ordinato sacerdote il 25 luglio 1917; svolse la funzione di cooperatore nelle parrocchie di Ronco all’Adige, San Giovanni Lupatoto, San Giuseppe Fuori le mura e San Zeno Maggiore, poi la sua lunga attività di parroco al Sacro Cuore in Verona, dal 1933 al 1961 .

Alcune notizie della sua vita si trovano in un opuscolo stampato in occasione del venticinquesimo della sua attività pastorale in detta parrocchia. Sono riportati i discorsi augurali della Segreteria vaticana, del Vescovo di Verona Giovanni Urbani. Ci sono anche numerosi racconti e testimonianze di tanti che ebbero modo di conoscerlo ed apprezzarne le doti umane e sacerdotali. E’ pure riportata una preghiera-invocazione da lui stesso composta venticinque anni prima, ecco il testo: “Il Sacro Cuore di Gesù guidi i miei passi, mentre prendo il primo possesso della sua Parrocchia, supplisca alla mia ingenuità, mi conceda la gioia di dare per questi Suoi figli, divenuti a me carissimi, con il suo Vangelo, la mia anima, perché in essi tutti sia generato”.

Gli ultimi anni li passò presso la Pia Opera Ciccarelli, alla quale lasciò la sua casa, l’odierna residenza “Casa Ferrari”, morì il 9 giugno 1964. I funerali si svolsero con due cerimonie distinte: la prima nella Chiesa del Sacro Cuore a Verona, con la presenza del vescovo, la seconda il giorno seguente a San Giovanni Lupatoto, dove venne sepolto nel sacello del clero.

In un breve articolo di Verona Fedele, di cui i familiari conservano ancora il ritaglio, privo di data e senza alcuna firma, si possono leggere tra l’altro le seguenti parole: “La sua anima d’artista ha trovato espressione nel campo della musica sacra, nel quale ha raggiunto una meritata fama. Egli lascia pregevoli composizioni che sono state apprezzate in diocesi ed anche fuori. Come sacerdote ebbe cura particolare per le vocazioni che fiorirono nella sua parrocchia per il suo zelo delicato e assiduo”. Nell’iscrizione posta sulla tomba viene ricordata la sua attività di parroco nella chiesa del Sacro Cuore in Verona “Pastore mite premuroso e zelante, cantò con la musica la bellezza di Dio. Lo ricordano i fedeli del Sacro Cuore che lo ebbero come parroco”.

Ha scritto parecchi componimenti di musica liturgica. Il primo, in ordine cronologico, del quale siamo venuti a conoscenza è stato composto in occasione del venticinquesimo di sacerdozio di mons. Luigi Boscaini, nel 1916 è un motivo per coro intitolato “Padre nel dì del giubilo”. Per il Congresso Eucaristico – Mariano di Verona, del 1958, musicò un “INNO per popolo con accompagnamento da strumentarsi per Banda” su versi di mons. Aldo Gobbi. Compose pure dei “MOTTETTI EUCARISTICO – MARIANI ad una e due voci dispari con accompagnamento d’organo o d’armonio”.

Per approfondimenti vedi anche: AA.VV. Mons. Giuseppe Ciccarelli e la Pia Opera, Editoriale Bortolazzi-Stei, San Giovanni Lupatoto, 2013, pp. 306-307.

Raffaele Pisani

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