ALFONSO ZENETTI
(avvocato e marchese nato a Verona il 27 febbraio 1818- morto a Verona il 2 luglio 1892; sindaco di San Giovanni Lupatoto dal 1867 al 1880).
Il marchese Alfonso Zenetti, nacque a Verona il 27 febbraio del 1818. Il padre Ferdinando aveva sposato la nobile Laura Maffei. Negli anni che vanno dal 1828 al 1834 frequentò l’I. R. Liceo di Verona, seguirono gli studi giuridici e il concorso per l’avvocatura, risulta iscritto all’Ordine degli avvocati della Provincia di Verona (25 luglio 1855) con il numero tre.
Sposò Teresa Gilli nel maggio del 1850, con la quale ebbe tre figlie: Adelaide, Laura e Rosa. Sappiamo che rimase vedovo. Sappiamo anche che il marchese Alfonso Zenetti militò nella Guardia Nazionale Volontaria nel momento in cui il Veneto veniva annesso al Regno d’Italia, nel 1866. Detta annessione, comportò anche per il paese di San Giovanni Lupatoto un susseguirsi frenetico di avvenimenti: il plebiscito, per il quale si votò il 21 e 22 di ottobre, erano una domenica e un lunedì, al quale seguirono le elezioni politiche in novembre e, poco dopo, quelle amministrative, i votanti indicati furono 33 per le prime e 83 per le seconde.
Alfonso Zenetti venne designato sindaco per nomina regia, come prevedeva la legislazione del Regno d’Italia a quell’epoca, svolse questa attività amministrativa dal 1867 al 1880. Dei suoi atti abbiamo molti riscontri nell’Archivio Comunale, i consiglieri con i quali collaborava sono nomi noti: Bianchi, Bruni, Pasti e Sartori, essi compaiono spesso negli atti amministrativi del comune. I primi problemi che l’Amministrazione comunale si trovò ad affrontare furono di carattere finanziario, il passivo del bilancio dello Stato, dovuto alle ingenti spese militari per le guerre del risorgimento doveva essere saldato e i comuni dovevano fare la loro parte. L’Amministrazione lupatotina, che si può considerare abbastanza illuminata, non si limitò al prelievo fiscale ma fece la sua parte nel favorire lo sviluppo industriale (Vetreria), l’istruzione e la viabilità (nuove strade e passo volante).
Lo Zenetti prestò inoltre la sua attenzione, producendo degli scritti, per lo studio di opere di canalizzazione riguardanti un vasto comprensorio del territorio veronese. Operò anche nella pianificazione urbanistica del paese; per dare alla piazza un aspetto più confacente alla sua funzione, procedendo alla demolizione di alcune case, previo acquisto. La questione, che presentava parecchi aspetti legali, fu trattata dallo stesso Zenetti, come sindaco e come avvocato. Una legge del Regno (26 marzo 1871, n. 129), stabilendo l’unificazione legislativa nelle province annesse nel 1866, dettava nuove norme relative al Codice civile e penale. Il sindaco Zenetti convocò in data 31 maggio 1871 una Seduta Comunale, al fine di procedere alle modalità di applicazione della legge. Da quell’anno cominciava per il Comune l’ufficio di Stato Civile; nell’occasione si parlò anche delle modalità nella celebrazione dei matrimoni civili.
Collaborò anche per un certo periodo con il quotidiano veronese L’Adige, fornendo pregiati articoli riguardanti l’arte e i beni culturali della città di Verona, scrisse numerosi saggi d'argomento politico-sociale ed anche tecnico.
Alfonso Zenetti venne a morire il 2 luglio del 1892, riposa nel Cimitero monumentale di Verona nel Panteon Ingenio Claris.
Per approfondimenti vedi anche: AA.VV. Mons. Giuseppe Ciccarelli e la Pia Opera, Editoriale Bortolazzi-Stei, San Giovanni Lupatoto, 2013, pp. 294-297.
Raffaele Pisani
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